Il fenomeno dei bambini dimenticati in auto, noto come “Forgotten Baby Syndrome” (FBS), rappresenta un problema tragico e ricorrente. Si verifica quando un genitore, spesso a causa di stress, stanchezza o routine, dimentica accidentalmente un bambino nel veicolo, causando spesso esiti fatali dovuti alle alte temperature che si sviluppano all’interno dell’auto. Dal 1998 in Italia si contano almeno 11 casi di bambini morti dopo essere stati lasciati in auto sotto il sole. L’ultimo caso tragico è avvenuto a Roma, dove una bambina di un anno è stata trovata morta dopo essere stata dimenticata in macchina per diverse ore dal padre.
L’amnesia dissociativa è spesso alla base di questi episodi. Si tratta di un disturbo della memoria dovuto a stress o traumi, che porta le persone a “dimenticare” temporaneamente informazioni importanti, come la presenza di un bambino in auto. Questo disturbo non è legato a negligenza intenzionale, ma piuttosto a un “black-out” mentale che può colpire chiunque. Per prevenire questi tragici incidenti, in Italia è stata introdotta la legge 157/2019, che obbliga i conducenti a dotarsi di seggiolini antiabbandono per bambini sotto i quattro anni. Questi dispositivi, muniti di sensori, avvertono i genitori della presenza del bambino in auto attraverso segnali acustici o notifiche sullo smartphone.
Oltre all’uso dei dispositivi antiabbandono, è possibile adottare semplici accorgimenti per evitare di dimenticare i bambini in auto: parlare con il bambino durante il viaggio, lasciare un oggetto indispensabile (come il portafogli o le chiavi) vicino al seggiolino, stabilire un’abitudine di controllo prima di lasciare l’auto, e concordare con il partner o un familiare una chiamata di verifica per assicurarsi che il bambino sia stato portato a destinazione. Prevenire questi incidenti richiede consapevolezza e l’adozione di misure di sicurezza, per evitare che altre famiglie debbano affrontare simili tragedie.
Elena Fausto