Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che l’Iran sta combattendo su sette fronti, rappresentati da Hamas, Hezbollah, gli Houthi, le milizie in Iraq e Siria, Giudea e Samaria (Cisgiordania), e direttamente Teheran. Secondo Netanyahu, l’Iran ha l’obiettivo di destabilizzare la regione e potrebbe mirare a rovesciare anche il governo della Giordania.
Netanyahu ha espresso preoccupazione per un possibile attacco terrestre combinato su più fronti, orchestrato dall’Iran. “Il loro obiettivo è un attacco terrestre combinato su più fronti”, ha affermato. “Dobbiamo scoraggiare gli altri elementi dell’asse terroristico di Teheran che non minaccia solo noi ma anche voi.”
Il primo ministro israeliano ha inoltre sottolineato che l’Iran non rappresenta solo una minaccia per Israele, ma anche per l’intera regione mediorientale. Ha avvertito che l’Iran è “sulla buona strada per conquistare il Medio Oriente, l’Arabia Saudita e la penisola arabica.” Queste affermazioni mettono in luce le preoccupazioni di Israele riguardo alle ambizioni espansionistiche dell’Iran e alla sua influenza crescente attraverso gruppi armati e milizie alleate.
Netanyahu ha fatto appello alla comunità internazionale affinché prenda sul serio la minaccia iraniana e adotti misure concrete per contrastare le attività destabilizzanti di Teheran. Ha ribadito che la sicurezza di Israele è strettamente legata alla stabilità della regione e che una risposta unitaria e determinata è essenziale per prevenire ulteriori escalation.
Le dichiarazioni di Netanyahu sottolineano la complessità e la gravità della situazione in Medio Oriente, evidenziando la necessità di una strategia coordinata per affrontare le sfide poste dall’Iran e dalle sue milizie alleate. Mentre la tensione nella regione continua a crescere, la posizione di Israele rimane chiara: contrastare l’influenza iraniana e proteggere la propria sicurezza nazionale e regionale.
Gabriele Quattrone