
Il 20 aprile, durante un’esercitazione di addestramento notturno, due elicotteri SH-60K della Forza di Autodifesa Marittima del Giappone sono scomparsi nella notte. L’incidente è avvenuto circa 280 chilometri a est di Torishima, nelle Isole Izu. Il Ministero della Difesa ha dichiarato di sospettare che una collisione in volo possa essere stata la causa dell’accaduto, soprattutto dopo aver ritrovato i registratori di volo nella regione. Resta da capire cosa abbia portato a questo tragico evento e le indagini sono in corso per fare luce sulla dinamica dell’accaduto e per trovare eventuali sopravvissuti.
Due elicotteri sono scomparsi durante un’operazione di soccorso. Uno dei membri dell’equipaggio è stato salvato, ma purtroppo un membro è deceduto. Le ricerche per i sette dispersi continuano con l’aiuto di navi, elicotteri e aerei. Sono stati recuperati frammenti degli elicotteri, inclusi le pale del rotore. L’operazione di soccorso ha dimostrato la coraggiosa determinazione degli equipaggi delle navi, degli elicotteri e degli aerei coinvolti nel drammatico evento. Nonostante le difficoltà, il salvataggio di uno dei membri dell’equipaggio è un raggio di speranza in questa situazione tanto difficile. I familiari dei sette dispersi attendono con ansia notizie positive, mentre le autorità e i soccorritori si adoperano al massimo per portare a termine le ricerche e rintracciare i dispersi. Sono molti gli ostacoli da superare, ma la determinazione e la coordinazione delle varie squadre coinvolte offrono speranza e sostegno in un momento così delicato.
Si trattava di una missione con esercitazioni di guerra contro i sottomarini utilizzando i sonar. Secondo le autorità, durante l’addestramento non c’erano altre navi o entità vicine all’incidente. È fondamentale essere precisi ed efficaci nelle operazioni di ricerca e individuazione per garantire massima sicurezza e controllo della situazione.
Andrea Quattrone