
Dopo un lungo periodo di dolore, Arrigo, il figlio del famoso cantautore Roberto Vecchioni, è finalmente in pace. La famiglia ha chiesto riservatezza, come annunciato dallo stesso Roberto Vecchioni su Instagram circa un anno fa. Arrigo, 36 anni, era il secondo di quattro figli di Roberto, avuto dalla seconda moglie Daria Colombo. Dal suo primo matrimonio con Irene Brozzi, Vecchioni ha invece avuto la sua primogenita, Francesca. Il terzo figlio, Edoardo, da tempo lotta contro la sclerosi multipla, come raccontato due anni fa nel libro “Sclero – Il gioco degli imperatori”. Il cantante sarà ospite di Mara Venier per promuovere il suo ultimo libro “Tra il silenzio e il tuono”.
Anche sul lago di Garda, dove Roberto Vecchioni ha vissuto e lavorato per decenni: ha ancora una casa ai Barcuzzi di Lonato, a Desenzano inoltre è stato insegnante al liceo classico Bagatta (ma anche all’Arnaldo da Brescia). Frequentava ancora Desenzano e i luoghi della sua giovinezza. Classe 1986, Arrigo Vecchioni lascia tanti ricordi sul Garda. Anche se la causa della morte di Arrigo non è stata resa pubblica, era noto che il figlio del cantautore combattesse da molto tempo contro una brutta malattia. Lo scorso febbraio, Roberto Vecchioni ha anche rivelato che suo figlio era bipolare. L’artista ha condiviso una confessione straziante con il Corriere della Sera. Ha descritto suo figlio come una persona sensibile con meravigliose qualità, ma anche afflitta da debolezze e incertezze che sembravano intensificarsi vedendo il successo del padre. La morte di Arrigo è stata per Vecchioni una cesura tra due fasi della vita, un evento ancor più devastante per sua moglie. Nonostante il dolore, Vecchioni non lo interpreta come un’ingiustizia, ma piuttosto come un apprendimento attraverso la sofferenza. Ha citato Eschilo, sottolineando che si impara soffrendo. La scomparsa di Arrigo è stata un crollo del loro mondo, ma non delle certezze e degli ideali. Il cantautore ha espresso il profondo legame che ancora sente con il figlio, descrivendo il modo in cui la sua presenza si manifesta nella quotidianità. “È stato il crollo del mondo, dell’universo, ma non di certezze e ideali. E poi lo sento dentro fortissimo, mio figlio”.
Roberto Vecchioni, che lo scorso 25 giugno ha compiuto 80 anni, ha dedicato alcuni dei suoi brani ai figli. Nel 2016 ha pubblicato l’album “Canzoni per i figli”, che includeva, tra le altre, “Canzone da lontano”, una ninna nanna scritta per Francesca, tratta dall’album “Montecristo”, una versione recitata di “Figlio figlio figlio” e una con nuovo arrangiamento di “Un lungo addio”, dedicata a Carolina. Ad Edoardo, Vecchioni ha dedicato la canzone “Le rose blu”. In diverse interviste, il cantautore ha parlato del suo legame con i figli, sostenendo che la vita senza di essi sarebbe come un deserto. In occasione dell’uscita del libro “La vita che si ama”. Storie di felicità, Vecchioni spiegò all’ANSA che ai figli ha sempre “insegnato ostinatamente il gioco e il sogno”. Una “faticaccia tremenda, ma non quanto quella fatta da mia moglie – raccontò – che ha dovuto insegnare loro la realtà. Abbiamo costruito insieme un fortino in cui viviamo non da decrepiti utopisti, non di illusioni, ma di cose che ci salvano la vita quando sembra troppo brutta. Riusciamo a ridere l’uno dell’altro, a prendere le cose con ironia e a volerci bene. Non ho mai visto quattro fratelli così uniti, i miei figli si chiamano tra loro ‘brothers and sisters’ e raccontano tutte le scemate che fa il padre. Questo libro lo hanno voluto loro proprio per capire meglio chi è il loro papà”.
Andrea Quattrone