Eccezionale ritrovamento al Lido di Venezia: enorme carcassa di Pesce Luna

VENEZIA – Alle 15.15 del 24 febbraio i vigili del fuoco sono intervenuti lungo la spiaggia dell’ex ospedale al mare del lido di Venezia, dopo la segnalazione di alcuni passanti per la presenza di una carcassa di un pesce di grandi dimensioni, spiaggiato nel bagnasciuga. I pompieri accorsi dal locale distaccamento hanno constatato che si trattava di un pesce luna lungo oltre 2,5 metri per un’altezza di 1,5 metri. Dopo aver informato diversi enti, i vigili del fuoco hanno provveduto a recuperare la carcassa in accordo con la polizia locale, anche per le previsioni in peggioramento del mare. La carcassa, dal peso stimato di una decina di quintali è stata posizionata in zona sicura, coperta e transennata. Domani l’azienda Veritas trasporterà la carcassa del pesce, uno dei più longevi al mondo, in un deposito per essere messa a disposizione dell’università di Padova per delle ricerche. Le operazioni di recupero dei vigili del fuoco sono terminate alle 19.30.

Dopo il recupero, la carcassa del pesce luna è stata oggetto di grande interesse da parte degli esperti marini e degli studenti universitari. Data la rara opportunità di studiare da vicino un esemplare così imponente, l’università di Padova ha pianificato un programma di esami approfonditi per comprendere meglio le caratteristiche e le abitudini di questo straordinario animale marino. Si prevede che le analisi condotte su questa carcassa possano fornire preziose informazioni sull’ecologia e sul ciclo di vita del pesce luna, contribuendo così a preservare e proteggere questa specie minacciata.

Inoltre, l’interesse generato da questo evento ha portato alla creazione di iniziative educative volte a sensibilizzare il pubblico sull’importanza della conservazione della vita marina. Seminaristi, biologi marini e esperti di conservazione della natura parteciperanno a conferenze pubbliche e workshop interattivi per condividere la loro conoscenza sulla fauna marina e sull’importanza di adottare pratiche sostenibili per preservare gli ecosistemi oceanici.

Così, ciò che inizialmente sembrava essere un semplice intervento di recupero di una carcassa di un pesce si è trasformato in un’opportunità unica per l’istruzione, la conservazione e la sensibilizzazione ambientale, dimostrando l’inestimabile valore della collaborazione tra le autorità locali, le istituzioni accademiche e la comunità nella protezione della biodiversità marina.

Andrea Quattrone

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