Alzheimer: milioni di persone nel mondo saranno affette da demenze

Si calcola che nei prossimi venticinque anni le persone affette da Alzheimer si triplicheranno. Questi sono solo alcuni dei dati riportati dal World Alzheimer Report 2023 realizzato da Alzheimer’s Disease International e pubblicato in occasione del mese e della giornata mondiale dell’Alzheimer, istituita nel 1994 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che mira a promuovere strategie nazionali di prevenzione, con l’individuazione dei fattori di rischio e la loro riduzione, la diagnosi precoce e la presa in carico. Lo slogan di quest’ anno della giornata mondiale dell’Alzheimer: “Non è mai troppo presto, non è mai troppo tardi” pone l’attenzione alla riduzione del rischio, sulla base di ricerche recenti che stimano che fino 40% dei casi di demenza potrebbe essere prevenute o ritardate affrontando 12 fattori di rischio.  “Ritardare l’insorgenza della demenza o rallentarne la progressione dopo la diagnosi sono obiettivi essenziali quando si tratta di gestire il peso della malattia a livello sociale e individuale, per non parlare del valore incommensurabile di qualche anno in più di vita in buona salute per le persone e i loro cari”, riporta il documento.  Nel mondo, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la demenza è una delle principali cause di disabilità e non autosufficienza tra le persone anziane. L’OMS stima che la malattia di Alzheimer e le altre demenze rappresentano la settima causa di morte nel mondo. In Italia, secondo stime dell’Osservatorio demenze dell’Istituto Superiore di Sanità, circa 1.100.000 persone soffrono di demenza (di cui il 50-60% sono malati di Alzheimer, circa 600mila persone) e circa 900.000 con disturbo neurocognitivo minore (Mild Cognitive Impairment). Inoltre, sono circa tre milioni le persone direttamente o indirettamente coinvolte. La Federazione Alzheimer Italia si fa portavoce nel nostro Paese dell’appello che il suo partner internazionale ADI-Alzheimer’s Disease International lancia ai governi di tutto il mondo affinché finanzino urgentemente la ricerca sui principali fattori di rischio per la demenza e le strategie di contrasto alla loro diffusione, mettendo in atto piani di sensibilizzazione e di supporto per la popolazione. La disponibilità di una cura è ancora una idea lontana ma la prevenzione è quella che fa la differenza. Elenchiamo i 12 fattori di rischio comprovati per la demenza: l’inattività fisica, il fumo, l’eccessivo consumo di alcol, le lesioni alla testa, i contatti sociali poco frequenti, l’obesità, l’ipertensione, il diabete, la depressione, i disturbi dell’udito, insieme a scarsi livelli di istruzione e all’esposizione all’inquinamento atmosferico. Ogni singola persona può attuare cambiamenti nello stile di vita per ridurre o rallentare la possibilità di sviluppare la demenza, ma sono i governi ad avere la fondamentale responsabilità di rendere la riduzione del rischio un elemento centrale dei piani nazionali per la demenza.

Elena F.

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