
Di recente alcuni esemplari di un noto verme cilindrico sono stati rianimati dal permafrost siberiano dopo essere rimasti in criptobiosi dal circa 46mila anni. Uno studio dell’Università di Colonia e dell’istituto di Biologia in Russia, rivela che questi organismi appartengono a una specie finora mai descritta, che gli scienziati hanno chiamato Panagrolaimus kolymaensis. In natura alcuni organismi hanno sviluppato la capacità di entrare in uno stato di metabolismo sospeso, chiamato criptobiosi, quando le condizioni ambientali diventano particolarmente sfavorevoli. Questo cambiamento richiede lo sviluppo di una combinazione di percorsi genetici e biochimici che consentono di sopravvivere per periodi prolungati. In precedenza era avvenuto una studio simile e gli scienziati, ad oggi, hanno confrontato il loro genoma con quello dell’organismo Panagrolaimus kolymaensis e hanno identificato i geni in comune che sono coinvolti nella criptobiosi. Quando sono state leggermente essiccate in laboratorio, entrambe le specie hanno aumentato la produzione di uno zucchero chiamato trealosio, che potrebbe aiutarle a superare condizioni estreme di essiccazione e congelamento. Adattandosi ad affrontare condizioni estreme, come il permafrost, per brevi periodi di tempo, il noto verme potrebbe aver acquisito il potenziale per rimanere inattivi su scale di tempo geologiche.
Andrea Quattrone