
I pronto soccorso sono allo stremo, carenza di personale ma soprattutto liste di attesa infinite. Sono milioni gli italiani che non riescono ad accedere a visite specialistiche ed esami a causa dei tempi troppo lunghi. Per molti cittadini l’attesa si trasforma in rinuncia alle cure. E l’aspetto più grave, come certifica l’Istat, è che la rinuncia riguarda soprattutto chi ha più bisogno ovvero chi soffre di patologie croniche. Terminata la pandemia, i cittadini si trovano ad affrontare le conseguenze dei tagli alla sanità che durano da decenni. Il risultato è l’aumento della spesa privata possibile solo se le condizioni economiche dei singoli lo permettano. Una situazione drammatica che investe il Paese da nord a sud. Schillaci, Ministro della Salute, afferma che per la sanità servono più risorse e un maggiore sforzo organizzativo; occorre incitare i medici a lavorare di più nel Servizio sanitario e questo è possibile pagandoli subito e di più; poi appena possibile va investita la spesa sull’assunzione del personale. L’idea di Schillaci è quella di creare un bonus per chi lavora nei pronto soccorso e agli altri operatori in servizio “perché pagarli meglio, incentivandoli anche ad avere un attività straordinaria ben remunerata, sarà lo strumento migliore insieme a un supporto organizzativo per riuscire a tagliare le liste d’attesa”.
Elena F.