
Pochi cantieri aperti e molte difficoltà da superare a partire dal numero dei dipendenti dedicati a mandare avanti le misure del Piano. Sono ancora parecchie le opere in corso di progettazione. Il prossimo Rapporto Sud del Sole 24 Ore – in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia – dedica l’apertura al maxi reportage sull’attuazione dei fondi del Pnrr alle grandi infrastrutture del Sud Italia.
225 milioni di euro sono i fondi del Pnrr per Reggio Calabria, di cui oltre 60 destinati alla realizzazione del Museo del Mare, progetto dell’architetta irachena Zaha Hadid, prematuramente scomparsa. Aperti già alcuni cantieri come quello per i lavori di riqualificazione dell’Istituto tecnico “Ferraris” da 1,2 milioni.
La nuova opera è invece la Salerno-Reggio Calabria: 207 km di ferrovia ad alta velocità al costo di 13 miliardi circa. Qui siamo ai primi passi: Rfi ha aggiudicato la gara per la progettazione esecutiva e la realizzazione dei lavori del lotto funzionale Battipaglia-Romagnano al Consorzio di imprese composto da Webuild (capofila), Ghella, Impresa Pizzarotti & C. e TunnelPro. L’appalto ha un valore di oltre 2 miliardi di euro, finanziati anche con risorse PNRR. I lavori consistono nella realizzazione di una nuova linea AV di 35 chilometri tra Battipaglia e Romagnano, dove è previsto un bivio per garantire l’interconnessione con l’esistente linea che da Battipaglia va verso Potenza e Metaponto. Il progetto prevede la realizzazione di 9 gallerie naturali, 8 gallerie artificiali e 17 viadotti.
Una dote complessiva di 710 milioni di euro per un totale di 49 progetti. Sono i dati sui fondi del Pnrr destinati al Comune di Palermo rinvenibili su Open Pnrr, la piattaforma di Openpolis dedicata al Pnrr. Il Comune capoluogo, guidato da Roberto Lagalla, ha una gran parte della dote dedicata alla mobilità anche se con non pochi distinguo da fare: in pratica circa 480 milioni destinati al sistema tram sono in realtà finanziamenti precedenti inseriti come voce al Piano e “aggregati” ai 23 milioni destinati, questi sì dal Pnrr, all’acquisto di materiale rotabile. Nel caso del tram va detto che una prima gara da 150 milioni è stata espletata e resterebbero da mandare in appalto oltre 350 milioni. Ma va anche detto che, per la natura dell’opera, appare difficile che tutto si possa chiudere entro il 2026 come prevede il Pnrr.
Andrea Quattrone