La protesta delle tende, cifre folli per gli studenti fuori sede

Ha deciso di vivere in una tenda davanti al Politecnico di Milano. Così Ilaria Lamera, studentessa al quarto anno di Ingegneria ambientale del Politecnico di Milano, ha iniziato la sua protesta contro il caro affitti.

“Vivo in provincia di Bergamo e con le lezioni di nuovo in presenza ho iniziato a cercare una sistemazione a Milano. Ho trovato solo una stanza in affitto a 600 euro al mese. Disperata ho pensato di mettermi qui in una tenda per denunciare questa situazione”, racconta la 23enne che, insieme ai ragazzi della ‘Terna Sinistrorsa’, chiede alloggi a prezzi sostenibili.

Accampata in piazza Leonardo da Vinci, davanti all’università, la giovane studentessa ha attirato l’attenzione dei media e anche dei politici. “Ieri nel pomeriggio sul tardi è passato Pierfranecsco Majorino ed è riuscito a chiamare Elly Schlein e a passarmela. Mi sono confrontata anche con lei” ha raccontato in un’intervista al programma Agorà in onda su Rai tre. In attesa di riscontro da parte della politica intanto Ilaria ha incontrato la rettrice del Politecnico di Milano Donatella Sciuto.

“A Roma sono andata a parlarle. Le ho detto che la sosteniamo in questa battaglia che combattiamo anche noi per quanto possibile” ha spiegato Sciuto. “Come rettori è una cosa che denunciamo da tempo. L’ho detto anche al sindaco: Milano è una città per persone anziane e ricche e ci vogliono alloggi non solo per gli studenti – aggiunge – ma anche per chi si laurea e con lo stipendio non paga l’affitto”.
 

Il Consiglio dei ministri ha autorizzato “l’immediata operatività di 660 milioni di euro dai fondi del Pnrr da destinare all’acquisizione di nuovi posti letto presso alloggi o residenze per studenti delle istituzioni della formazione superiore”.

Nel dettaglio, nella nota di Palazzo Chigi si legge: “Nel corso dell’odierna seduta il Consiglio dei ministri ha autorizzato, su proposta del ministro per gli Affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il Pnrr, Raffaele Fitto, la presentazione di due emendamenti governativi al disegno di legge conversione del decreto – legge n. 44 del 2023, attualmente all’esame della Camera dei deputati (AC 1114)”, il cosiddetto dl Pa. “Il primo emendamento – continua la nota – riguarda le misure di incentivazione al c.d. housing universitario introdotte dall’articolo 25 del decreto – legge n. 144 del 2022 ed è finalizzato ad allineare il testo normativo agli esiti delle interlocuzioni con la Commissione europea, definite nella giornata di ieri, che hanno consentito di escluderne la natura di aiuto di Stato. L’emendamento conferma, anche a livello legislativo, l’immediata operatività delle citate misure che destinano 660 milioni di euro” per gli alloggi universitari. L’altro emendamento, invece, riguarda la promozione della parità di genere nel settore degli appalti pubblici.

Intanto sale la protesta degli studenti contro il caro affitti con presidi e sit-in a Milano, Pavia, Padova, Venezia, Bologna, Perugia, Firenze e Roma. Anche la Cei (Conferenza Episcopale Italiana) si schiera con i ragazzi che, dopo aver scritto alla ministra dell’Università Bernini affinchè ‘convochi un tavolo per trovare soluzioni’, smentiscono una data fissata per la prossima settimana come annunciato dalla Bernini in un’intervista al ‘Corriere della Sera’. 

“La ministra Bernini ha dichiarato stamani, in un’intervista al Corriere della Sera, che la prossima settimana avrà un incontro fissato da tempo con il CNSU, il massimo organo di rappresentanza studentesca. Non mi risulta alcun incontro”, dichiara la presidente Alessia Conti. Mentre L’Udu (Unione degli Universitari)  lamenta uno scarso coinvolgimento della rappresentanza studentesca.

“Nella lettera alla ministra Bernini – spiega Camilla Piredda, coordinatrice dell’Udu- abbiamo espresso tutte le nostre preoccupazioni su come si stanno spendendo le risorse del Pnrr, le quali stanno andando a favore di studentati privati. Come si può pensare che uno sconto del 15% sul canone di mercato potrà essere risolutivo? Invece i famosi 400 milioni di euro, ricordati anche oggi dalla ministra, sono troppo pochi e congelati da mesi. Se veramente il Next Generation EU deve guardare alle nuove generazioni, vorremmo che queste venissero coinvolte e consultate. Per questo, abbiamo chiesto l’apertura di un tavolo nazionale per affrontare la crisi abitativa”.

Intanto dalle amministrazioni regionali e comunali cominciano ad arrivare le prime risposte concrete al problema abitativo degli studenti.

A Palermo , l’Ente regionale per il diritto allo studio universitario, che gestisce i servizi per il diritto allo studio destinati agli studenti dell’università di Palermo (Ersu), mette a disposizione degli studenti fuori sede circa 950 i posti letto nelle università della Sicilia occidentale, da Palermo a Caltanissetta e Trapani. A questi si aggiungono gli ultimi 144 posti letto a Palermo, 98 nel plesso San Salvatore e 48 a San Nicolò, che sono arrivati grazie ai fondi del Pnrr.

L’Ersu ha partecipato ai bandi del ministero dell’Università e della Ricerca e ha avuto finanziati i progetti di ristrutturazione dei due immobili, per un totale di 4.482.300 euro. Ha inoltre chiesto all’agenzia dei beni confiscati alla mafia l’assegnazione dell’hotel San Paolo Palace, a Palermo, e l’hotel Xiara a Valderice, in provincia di Trapani, per trasformarli in residenze universitarie.

A Potenza, per contrastare il caro affitti, arriva il progetto ‘A casa con i nonni’  per la coabitazione tra un pensionato e un giovane. Ideato dalla cooperativa Universosud – prevede “la coabitazione tra un pensionato autosufficiente con spazio in casa e un giovane in cerca di una sistemazione” a costo contenuto e disposto a contribuire alla gestione della casa. E così, di conseguenza, diminuirebbe anche la solitudine del pensionato. Gli ospiti non pagheranno “un vero affitto” ma parteciperanno “alle spese di casa con un rimborso mensile, collaborando nelle questioni quotidiane, mantenendo una propria autonomia”.

Elena F.

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