Castellammare di Stabia (NA): alunno schiaffeggia professoressa

Una professoressa aggredita a Castellammare di Stabia e un preside preso a pugni a Cesena. Un preoccupante susseguirsi di aggressioni nei confronti di personale del mondo della scuola contro cui prende posizione il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara che ha fatto sapere che valuterà i presupposti per proporre una costituzione di parte civile, eventualmente lamentando anche un danno d’immagine all’Amministrazione. “Docenti e presidi non saranno lasciati soli”, ha dichiarato il titolare di viale Trastevere, secondo il quale “dobbiamo tutti insieme ricostruire un patto educativo che unisca genitori, studenti e docenti”. 

“Se uno si alza in piedi prende a pugni un insegnante io proporrò che il ministero si costituisca parte civile nel processo penale e chi prende a pugni non avrà di fronte solo l’insegnante ma anche lo Stato perché paghi per il danno di immagine alla missione educativa della scuola”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, intervenendo alla scuola di formazione politica della Lega a Milano

In una circolare inviata ai dirigenti scolastici questi ultimi sono invitati a segnalare tempestivamente gli episodi di violenza agli Uffici scolastici regionali, che valuteranno la segnalazione e la inoltreranno al ministero. L’ultimo episodio in ordine di tempo è avvenuto a Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli. La mamma di un’alunna del Liceo artistico Plinio Seniore ha fatto irruzione a scuola e ha aggredito Lucia Celotto, docente di inglese, accusata di aver dato un voto troppo basso alla figlia. Davanti agli altri studenti, la donna ha afferrato per i capelli la professoressa e l’ha colpita con schiaffi al volto insultandola. 

Messaggi di sostegno alla professoressa, che insegna da 35 anni, sono arrivati da studenti di altre classi. Gli alunni della prima B prendono le distanze dall’accaduto: “Quello che è successo è inaccettabile e ce ne dissociamo completamente, soprattutto perché è accaduto in un luogo come la scuola che reputiamo sicuro e fondamentale nella nostra vita e nella nostra crescita personale”.

Andrea Quattrone

Lascia un commento