“Spare” il libro del principe Harry che non risparmia nessuno

Dopo essere stato preannunciato da anticipazioni e interviste concesse dal duca di Sussex a tv britanniche e americane, è finalmente arrivata sugli scaffali delle librerie di tutto il mondo l’attesissima quanto esplosiva autobiografia del principe Harry. 

“Spare” è già primo nella classifica dei bestseller su Amazon UK ed è destinato a diventare uno dei libri più venduti dell’anno. Nel Regno Unito i fan si sono messi in coda alla mezzanotte per acquistare le prime copie. Lungo 416 pagine, scritto assieme al famoso ghostwriter JR Moehringer, il libro è stato tradotto in 16 lingue.

Buckingham Palace non ha fatto sinora nessun commento sull’autobiografia in cui il secondogenito di Carlo III fa cruciali rivelazioni, largamente anticipate dai media nei giorni scorsi, sul suo rapporto conflittuale con la famiglia reale britannica e sul suo passato. Sembra però che sia stata allestita una sala operativa per concordare il da farsi.

In occasione dell’uscita, i tabloid lanciano nuovi affondi contro il principe. Per il Daily Express “ha superato la linea rossa” per il suo attacco “crudele” contro Camilla rivelandosi un “uomo infantile e geloso, la cui incontinenza verbale rivaleggia con la sua paranoia”. La regina consorte è stata accusata di aver imbeccato i tabloid, anche a discapito di Harry e Meghan, in cambio di un trattamento di favore necessario a migliorare “la propria immagine” quando era considerata dall’opinione pubblica del Regno la “cattiva” per la sua rivalità rispetto alla popolarissima Diana.

Lo stesso fa il Sun di Rupert Murdoch, secondo cui le critiche alla matrigna non verranno perdonate dal padre, re Carlo III. Il giornale considera “bizzarro” che il duca di Sussex abbia negato di aver accusato di “razzismo” il resto della Royal Family (pur non senza evocare possibili “pregiudizi inconsci”), “rovesciando precedenti dichiarazioni” definite “incendiarie”.

Circola inoltre un sondaggio di YouGov secondo cui la popolarità di Harry tra il pubblico britannico è scesa a un minimo storico: il 64% ora ha una visione negativa di lui. Nel libro Harry narra le diverse fasi della sua vita. Si presenta ora come un ragazzo in lutto, ora come un adolescente problematico, poi come un soldato in tempo di guerra e infine come un principe infelice.

Ricorda la freddezza con cui suo padre gli comunicò la morte di Diana: poche parole senza un abbraccio. Condivide dettagli sui rapporti tesi con William e il suo essere sempre secondo, annunciati fin dal titolo stesso del libro: “spare”, “riserva”. La storia di Harry è dominata da questa rivalità con il fratello maggiore, che con lui divise il dolore per la perdita della madre, arrivando a implorare il padre di non sposare la sua amante Camilla Parker-Bowles, intenzionata a diventare una “matrigna malvagia”, ma che poi tradì la fratellanza.

Dalla citazione iniziale di William Faulkner (“Il passato non muore mai. Non è nemmeno passato”) al legame appassionato con la moglie Meghan, non sfugge “l’americanizzazione del principe Harry” – che ama gli hamburger e patatine fritte dei fast food, i vestiti comprati all’outlet, la serie tv “Friends” – e il suo desiderio di essere “diverso” dal classico principe di corte, tanto da dimenticare anche l’ultimo scampolo di “etichetta” reale. 

E così, via libera al racconto dei suoi genitali congelati durante un viaggio al Polo Nord e a quello della colluttazione con William che lo scaglia a terra sulla ciotola per cani. Poi la perdita della verginità a 17 anni in un campo dietro un pub con una donna più grande di lui che amava i cavalli e e lo trattava come un “giovane stallone”. Scrive: “È stato un episodio inglorioso”. Infine non si risparmia nemmeno nella descrizione del suo rapporto con le droghe per “sentirsi diverso”: cocaina, cannabisi e funghi allucinogeni che gli fecero credere di conversare con un gabinetto. 

Elena F.

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