Da catcalling a metaverso: le parole del cambiamento diventano anche nostre

I puristi fino al midollo della lingua italiana se ne devono fare una ragione: decluttering, catcalling o, ancora, metaverso fanno parte ormai del nostro lessico quotidiano e il dizionario Zingarelli lo certifica in modo definitivo.

Il mondo evolve, e con esso, la lingua. Sempre più velocemente. A distanza di 105 anni dalla primissima edizione, quella digitale del 2022 accoglie così, rispetto alla precedente, più di 1.000 tra nuovi lemmi, significati e locuzioni.

D’altronde osservare da vicino le parole e il modo in cui cambiano o spariscono dal nostro lessico vuol dire osservare come noi, anno dopo anno, cambiamo a nostra volta e lo Zingarelli è “stato il più fedele custode di questi cambiamenti. Attraverso le parole, ha raccontato per un secolo la nostra cultura”.

Decluttering e greenwashing: ma siamo proprio sicuri che tutti, pur avendole spesso lette e sentite, sappiamo davvero cosa significano? 

Nel primo caso, si tratta di “eliminazione del superfluo” fisico e mentale. Nel secondo un ambientalismo solo di facciata, specialmente da parte di un’azienda che vuole presentarsi come ecologicamente responsabile, anche se solo in apparenza.

In entrambi gli esempi, sono parole che raccontano di una realtà in continua evoluzione “verso un modo più sostenibile” – fanno sapere dalla casa editrice Zanichelli .

Impossibile quindi non citare l’ormai onnipresente (specie in tempi di crisi energetica) transizione ecologica, che indica – tra le altre cose – “ il processo di innovazione tecnologica che prevede la sostituzione delle fonti energetiche fossili con quelle rinnovabili” o agricoltura di precisione, che utilizza le più avanzate tecnologie (laser, sensori, risorse Internet, ecc.) “ai fini di una produzione di qualità e una gestione ecosostenibile, assieme a termini come biohotel ed ecostazione”.
“Chi parla bene pensa bene”, è una di quelle citazioni che vale anche al contrario e che possiamo utilizzare in casi come questi. Pensiamo a parole come catcalling, che indica la molestia verbale nei confronti della donna o a fat shaming, cioè la derisione di una persona per il suo peso: “Le parole del cambiamento non si esprimono soltanto con una maggiore attenzione alle risorse ambientali o agli stili di vita, ma anche con la sensibilità verso temi sociali e gruppi di persone specifici”.

La pandemia aveva già lasciato il segno nella precedente edizione: “Se gli anni scorsi le nuove parole raccontavano, da un lato, una società necessariamente segnata dalla pandemia, con un massiccio ingresso di termini tecnici e specialistici nel discorso comune (da termoscanner a ossimetro, da zooantroponosi a salto di specie) ma che fotografavano anche una forte polarizzazione di posizioni e opinioni, come per esempio i neologismi con prefisso anti- (vedi antispecista) o con prefisso no- (vedi no-vax, no mask, ecc.)”, questa edizione sembra in qualche modo riflettere un movimento, un cambiamento verso posizioni meno nette, “come indicato per esempio dal crescente uso di ni- con valore di prefisso (sul modello di no) con il significato di ‘atteggiamento incerto’ rispetto a scelte che dividono i favorevoli e i contrari (ni Tav; ni vax)”.

Elena F.

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