Società: antiche e moderne fragilità

Studiare le fragilità di un sistema, di un oggetto e o di una persona ci aiuta a definire meglio come quel sistema quell’oggetto o quella persona si comporta rispetto a degli eventi esterni stressanti. Descrivere la fragilità effettivamente ci risulta essere molto più facile rispetto al suo opposto anti-fragile. Questo accade perchè effettivamente il concetto è stato trascurato nella sua definizione dal mondo intellettuale in una maniera più esplicita trovando però alcuni precursori come resilienza e o resistenza. Se un sistema, un oggetto o una persona di fronte a delle forze esterne stressanti si rompe, si danneggia, si distrugge allora possiamo parlare di fragilità rispetto a quella forza esterna. Nel momento in cui il sistema, l’ oggetto o la persona resiste a quella forza stressante si può parlare di resistenza, robustezza o resilienza. Definiamo Anti-fragile un sistema, un oggetto o una persona quando dalla forza esterna che tenta di modificarlo esso trae giovamento. Ecco fare degli esempi pratici è più complesso. In realtà basta guardare alla natura nel suo ciclo evolutivo, a come essa riesca a riorganizzarsi in maniera creativa, adattiva riuscendo sempre a trarre vantaggio dalle perturbazioni. Esempi di antifragilità si trovano nella mitologia greca basti pensare alla creatura con più teste che riusciva a far ricrescere tante altre teste ogni volta che ne veniva tagliata una. A tal proposito il libro” Antifragile. “Prosperare nel disordine” è davvero unico nel suo genere. Vengono analizzati i sistemi economici, politici, naturali e si comprende come l’antifragilità dei sistemi complessi dipende proprio dalla fragilità delle singole componenti. Parecchio interessante in ambito neurologico risulta essere il concetto di “crescita post traumatica” ovvero un evidente miglioramento a seguito di un evento che non è riuscito ad uccidere quella determinata persona.

Gabriele Quattrone

Lascia un commento