Paure e Speranze sull’IA

Se in un primo momento la tecnologia ha permesso all’uomo di produrre utensili piuttosto semplici che comunque migliorassero le condizioni di vita/lavoro dei soggetti, col progredire delle conoscenze nel campo della tecnica “negli ultimi secoli, l’evoluzione della tecnologia, e in particolare la scoperta delle tecniche per la produzione di energia, hanno radicalmente cambiato questo scenario. Sono stati progettati strumenti capaci di svolgere compiti sempre più complessi e, soprattutto, capaci di operare in modo autonomo, alimentati da fonti di energia non provenienti dal corpo umano” (Polillo, 2010,I,1/16).
Lo scarto, tuttavia, avviene nella seconda metà del XX secolo, quando ci si è posta la questione se la tecnologia potesse sviluppare “discorsi” in merito alla ri-produzione di sistemi intelligenti per mezzo di metodi artificiali. Il punto fu se fosse possibile riprodurre una intelligenza umana su un supporto fisico differente dal cervello. Si aprì, così, un vasto programma di ricerca che vide coinvolti esponenti di quelle discipline che teoricamente o praticamente avevano avuto a che fare con la macchina, il cervello, la mente, come già detto.

Elena F.

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