Gli innumerevoli benefici della Neuropsicomotricità

Storia della disciplina dal XIX° agli inizi del XX° secolo

La nascita della psicomotricità affonda le proprie radici nelle riflessioni sui legami corpo/psiche all’interno della storia dell’educazione fisica e degli studi di psichiatria del XIX sec. In particolare, negli ultimi decenni dell’Ottocento, da più parti si cerca di superare l’impostazione militaresca dell’educazione fisica (definita tale nella scuola e non più “ginnastica”, in ambito italiano, solo con i programmi ministeriali del 1893). Studiosi come Angelo Mosso in Italia e Philippe Tissiè in Francia guardano con favore ai metodi ginnici svedesi, più attenti alla considerazione dei processi mentali e psichici che s’innestano su quelli fisici.
Nell’ambito degli studi di psichiatria, Karl Wernicke pone attenzione al comportamento motorio degli alienati, considerato non determinato da una lesione bensì da una causa psichica: il movimento è quindi un fenomeno psichico o “psicomotorio”. Le teorizzazioni di Wernicke aprono la strada alla motricità come strumento nelle pratiche rieducative degli ammalati mentali.
Agli inizi del XX sec. Ernest Duprè, descrivendo la debilità motoria del bambino (coniando il termine paratonia) apre il campo agli studi della psicomotricità infantile; egli interpreta la debilità motoria non come il risultato di un’alterazione neurologica ma, come la conseguenza della relazione tra funzioni motorie e adattamento alle azioni quotidiane della vita.
Tra gli anni ’20 e gli anni ‘30 il filosofo e medico Henry Wallon indaga sulle relazioni tra movimento e carattere del bambino: egli definisce vari tipi psicomotori, ovvero le varie modalità motorie con cui il bambino entra in relazione con l’ambiente circostante.
Edouard Guilmain, nel 1935, definisce il primo protocollo di esame psicomotorio, distinguendolo da quelli di tipo neuromotorio. Sulla base delle teorie dei tipi psicomotori di Wallon, cerca di scoprire le relazioni tra motricità e sviluppo del carattere: il movimento è considerato indice di un determinato carattere della persona. L’originalità delle teorizzazioni di Guilmain consiste nel fatto che la psiche, considerata in stretta relazione alla motricità, può essere modificata all’interno di un percorso rieducativo psicomotorio.

Gabriele Quattrone

Un pensiero riguardo “Gli innumerevoli benefici della Neuropsicomotricità

  1. Interessante , certamente il recupero psicofisico correlato a lesione celebrale o a disagio motorio nei soggetti con deficit motorio si avvantaggia molto con esercizi di psicomotricità e questi studi sono la base di ulteriori progressi in questo settore .

    "Mi piace"

Lascia un commento