Quali link tra processi di sviluppo e modalità d’apprendimento?

Tutte le pratiche inclusive devono partire dal presupposto che i destinatari dell’insegnamento sono tutti diversi. In particolare, nei casi di malessere mentale, soprattutto quando ospedalizzati, le variabili di diversità aumentano. Non si possono insegnare a tutti le stesse cose e negli stessi tempi come il modello d’istruzione illuminista teorizzava.
A livello teorico, si afferma l’esistenza di un’educazione personalizzata quando le metodologie e gli strumenti adottati nella prassi didattica strutturano per il singolo situazioni di apprendimento e modalità di lavoro didattico differenti da quelli degli altri soggetti del gruppo di apprendimento di cui fa parte. La pedagogia speciale, soprattutto quando si occupa di persone con disabilità psichica che rispondono in modo positivo a stimolazioni cognitive, può avvalersi di spunti didattici proposti da Rivoltella sull’uso degli EAS nella didattica. Si tratta di un metodo di lavoro didattico che consente al pedagogista di integrare abilità cognitive, realizzazione pratica di un prodotto e abilità relazionali.
L’acronimo EAS significa Episodio di Apprendimento Situato. Per l’educatore si tratta di un dispositivo didattico, mentre dal punto di vista degli educandi è un’esperienza di apprendimento significativo.

Gabriele Quattrone

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