
Il modello connessionista
Secondo il modello connessionista la psicologia cognitiva e l’intelligenza artificiale sbagliano a supporre che il cervello si comporti come un calcolatore e a considerare la mente indipendente dalle caratteristiche del cervello. È proposto un modello di mente non identificabile più soltanto nel calcolatore elettronico.
Elisa Frauenfelder e Flavia Santoianni teorizzano un funzionamento parallelo della strutturazione delle informazioni considerando i processi di elaborazione dati in stretta correlazione con la memoria e non separati da essa. Il sistema ha un certo grado di autonomia ed è capace di apprendere al di là del programma sequenziale di istruzioni elaborato da un programmatore. Inoltre, sono considerate sia le possibilità di apertura agli stimoli esterni, sia le componenti invariabili che consentono ad esso di auto-regolarsi proseguendo secondo il proprio sviluppo.
All’interno delle bioscienze il tema della formazione viene affrontato da una pluralità di interpretazioni e con una visione interattiva delle relazioni sinergiche natura-cultura-eduzazione e mente-cervello-organismo. In tale quadro teorico, la pedagogia media tra mondo scientifico e mondo umanistico mantenendo una propria identità e autenticità epistemologica e continuando ad avere autonomia di scelta, selezione e rielaborazione dei contenuti delle ricerche.
Gabriele Quattrone