
Cenni storici dal X° al XVI° Secolo
Solo dall’anno Mille si ha la riscoperta della cultura del corpo, soprattutto grazie alla Scuola Medica Salernitana in cui confluiscono tradizione antica, medicina occidentale e cultura araba. Tra XII e XIII secolo si ha un nuovo modo laico di concepire la vita; vengono esposti precetti d’igiene per la conservazione della salute, di conseguenza il corpo si riappropria così di dignità e risulta oggetto di attenzioni sempre maggiori.
Durante l’ Umanesimo si recupera l’ideale della paideia greca e dell’humanitas ciceroniana, arricchito dalla cultura filosofica e letteraria e scientifica coeva, in direzione di una formazione completa e della personalità, includendo anche l’educazione del corpo non solo in preparazione alla guerra. Emblematica, presso la corte dei Gonzaca di Mantova, è l’esperienza della Cà Giocosa di Vittorino da Feltre, in cui si propone un modello pedagogico che, accanto alle arti del trivio e del quadrivio, attribuiva largo spazio alle attività fisico-corporee per offrire un’educazione completa e armonica di tutte le dimensioni del carattere umano: le capacità intellettive, fisico-motorie, etiche, politiche.
In ambito seicentesco ricordiamo il padre dell’empirismo, J. Locke, secondo il quale il corpo e i sensi costituiscono la base della conoscenza e della comprensione della realtà circostante. Con Locke è proposta una pedagogia della corporeità, finalizzata all’educazione del gentiluomo.
Andrea Quattrone